Professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione al centro della giornata di confronto tra professionisti, istituzioni e mondo accademico
Si è svolto oggi, sabato 3 ottobre 2026, al Bluenergy Stadium di Udine, il I Congresso regionale dell’Ordine TSRM e PSTRP delle Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, dal titolo “Oltre le riforme: il fuoco della conoscenza”.
Una giornata dedicata al presente e, soprattutto, alle prospettive future delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, in una fase di profonda trasformazione del sistema sanitario. Il Congresso ha riunito professionisti, rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo accademico ed esperti regionali e nazionali, con l’obiettivo di favorire un confronto sui cambiamenti che stanno interessando la sanità e sul ruolo che le professioni sanitarie sono chiamate a svolgere nel futuro del Servizio Sanitario Regionale.
La conoscenza come strumento per costruire il cambiamento
Il riferimento al mito di Prometeo, scelto come filo conduttore dell’iniziativa, richiama il fuoco come simbolo di conoscenza, progresso e capacità di costruire il futuro. Una metafora particolarmente significativa per un Congresso che ha posto al centro la necessità, per le professioni sanitarie, di non limitarsi ad accompagnare le trasformazioni in atto, ma di contribuire attivamente a orientarle.
Normative e modelli organizzativi in evoluzione, sviluppo dell’assistenza territoriale, digitalizzazione e crescente integrazione tra professioni rappresentano alcune delle principali sfide affrontate nel corso della giornata. Al centro anche temi quali formazione, valorizzazione delle competenze, autonomia e responsabilità professionale, innovazione e futuro del Servizio Sanitario Regionale.
Un confronto multidisciplinare
Il Congresso ha coinvolto un gruppo articolato di relatori provenienti da diversi ambiti professionali e istituzionali. La presenza di competenze e prospettive differenti ha rispecchiato la volontà dell’Ordine di promuovere un confronto ampio sul futuro delle professioni, valorizzando il dialogo tra chi opera quotidianamente nei servizi sanitari, chi si occupa di formazione e ricerca e chi è impegnato sul piano istituzionale e organizzativo.
Un appuntamento per il futuro del Servizio Sanitario Regionale
Il primo Congresso regionale dell’Ordine TSRM e PSTRP ha rappresentato un momento dedicato alla riflessione sul contributo che le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione possono offrire all’evoluzione del sistema sanitario regionale.
L’idea espressa nel messaggio del presidente dott. Marvin Rida accompagna idealmente l’intera iniziativa: come il fuoco di Prometeo, la conoscenza acquista valore quando viene condivisa e diventa strumento per costruire il futuro.
Un principio che trova nel confronto tra professionisti e nella condivisione delle competenze una delle proprie espressioni più concrete: guardare oltre le riforme significa, infatti, interrogarsi non soltanto sui cambiamenti normativi e organizzativi, ma anche sulle competenze, sulle responsabilità e sulle nuove modalità con cui le professioni sanitarie potranno contribuire alla qualità delle cure e alla sostenibilità dei servizi.
Il Congresso si conclude così come un punto di partenza per proseguire il confronto e mantenere acceso quel “fuoco della conoscenza” che rappresenta il filo conduttore dell’iniziativa.
Il discorso del Presidente dell’Ordine TSRM PSTRP del Friuli Venezia Giulia
Buongiorno a tutte e a tutti, e benvenuti a questo primo Congresso Regionale del nostro Ordine.
Saluto le Autorità presenti, i rappresentanti delle Aziende sanitarie e dell’Università, la Federazione nazionale e, soprattutto, voi, colleghe e colleghi, perché siete voi che ogni giorno, nei servizi di questa regione, trasformate le competenze in cura, in diagnosi, in riabilitazione
e in prevenzione.
Permettetemi di partire da una data. Nel 2018, con la Legge 3, nasce il nostro Ordine: professioni diverse per storia e per competenze si riconoscono in una casa comune, unite dalla stessa responsabilità verso il cittadino. Otto anni dopo siamo qui per il nostro primo
Congresso regionale, e vorrei che non fosse letto come la celebrazione di un anniversario, ma come un nuovo punto di partenza.
Lo apriamo in uno dei momenti di densa trasformazione della sanità italiana: è in discussione in Parlamento la delega al Governo sulle professioni sanitarie, che può ridisegnare ordinamenti, competenze e percorsi formativi, e la nostra Federazione ribadisce con chiarezza
che serve pari dignità per tutte le professioni, senza lasciare indietro nessuno. Nel frattempo, il territorio si sta ripensando con il DM 77 e con il PNRR, e la digitalizzazione cambia il modo in cui curiamo, documentiamo e comunichiamo tra professionisti.
E intanto le professioni sanitarie faticano ad attrarre. Quest’anno, in Italia, i corsi di laurea triennali hanno raccolto circa 64mila domande per quasi 37mila posti, cioè 1,7 candidati per posto, meno dell’anno scorso, e dietro questa media si nascondono lauree molto ambite
accanto a fabbisogni che la formazione non riesce a coprire. Una professione attrae quando offre prospettive, riconoscimento e un ruolo, e questo è un compito che non possiamo delegare a nessun altro.
Per questo abbiamo scelto Prometeo come simbolo per il nostro primo Congresso. Prometeo porta agli uomini il fuoco, simbolo di conoscenza e di progresso, perché il sapere non resti nelle mani di pochi. Il suo nome significa «colui che pensa prima», mentre quello del fratello Epimeteo significa colui che pensa dopo», e che agisce senza considerare le conseguenze: tra i due, noi vogliamo essere Prometeo, professioni che pensano prima, che anticipano i bisogni di salute e le trasformazioni invece di subirli e rincorrerli. Il nostro fuoco è la competenza che custodiamo in ogni sala diagnostica, in ogni laboratorio, palestra, servizio di prevenzione e comunità, ma un fuoco ha valore solo se viene condiviso e se qualcuno se ne assume la responsabilità. Noi quella responsabilità la vogliamo: non intendiamo limitarci ad assistere al cambiamento, vogliamo contribuire a costruirlo.
Che cosa significa, concretamente? Significa tre impegni.
Il primo è la formazione: percorsi di studio che seguano l’evoluzione delle competenze e dei bisogni di salute, costruiti insieme alle Università e alla Regione, perché i giovani scelgano queste professioni e trovino qui, in Friuli-Venezia Giulia, le ragioni per restare.
Il secondo è la responsabilità: evidenze scientifiche, linee guida, deontologia professionale, documentazione e accountability sono ciò che rende affidabile il nostro lavoro, e l’Ordine esiste proprio per essere insieme garanzia per il cittadino e tutela per il professionista, due facce della stessa medaglia. Il terzo è la partecipazione: le case e gli ospedali di comunità, le reti di prossimità, la presa in carico integrata hanno bisogno di tutte le nostre competenze tecniche, riabilitative e preventive fin dalla progettazione dei nuovi modelli organizzativi, e non soltanto al momento di metterli in pratica; per questo vogliamo offrire un contributo strutturale, serio e competente, ai tavoli in cui si definiscono l’organizzazione e la governance dei servizi. Immagino un Sistema Sanitario Regionale in cui un tecnico, un riabilitatore, un professionista della prevenzione siano riconosciuti per ciò che sanno fare e chiamati a decidere insieme agli altri; non è una rivendicazione di categoria, ma un’idea di sanità migliore, e il Servizio Sanitario Regionale ha tutto da guadagnarne.
Ringrazio chi ha reso possibile questa giornata: le Aziende sanitarie e ARCS, che hanno patrocinato il Congresso, e la Regione, che ci sostiene. Ringrazio tutti i relatori che hanno accettato il nostro invito, le moderatrici e i moderatori, il responsabile scientifico e tutto il
gruppo di lavoro dell’Ordine, che ha permesso la realizzazione di questo evento.
Prima di passare la parola all’Assessore Giacomello del Comune di Udine, ascoltiamo il video messaggio del Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, che ringrazio per la vicinanza.
Buon Congresso a tutte e a tutti.


